Il viaggio per Giulia

Io, invece, con il mito del viaggio ci sono cresciuta.

I miei genitori hanno attraversato l’Alaska nel 1982, quando ancora non c’erano blog di viaggi a raccontare cosa aspettarsi e come muoversi in terre tanto lontane.

Non so quante volte da bambina ho visto le diapositive di quell’avventura zaino in spalla. Ho sentito i racconti così tante volte che alla fine quasi mi sembra di esserci stata, in Alaska. Stessa cosa vale per l’India, il Nepal e tutte le montagne dove mio padre non ha potuto fare a meno di arrampicarsi.

Ovviamente quando ero bambina ho solo seguito i miei genitori nei loro viaggi. Non che avessi scelta. Poi sono cresciuta e il viaggio ha cominciato a fare parte della mia vita – e questa volta per scelta mia. Ho iniziato a decidere le mie mete nel mondo e le persone con cui partire. Viaggiare è diventato più faticoso, certo, ma anche molto più emozionante. È così che negli anni ho sviluppato un forte, a tratti esagerato e ingombrante, desiderio di andare via continuamente, scoprire nuovi posti e persone. Non è un caso se ho cambiato città più volte e non mi dispiacerebbe cambiarla di nuovo.

È difficile spiegare perché viaggiare e partire a chi non interessa. E’ un po’ come il corridore che cerca di trasmettere la propria passione – perché dovrei alzare il sedere e uscire a faticare al freddo e al gelo?, è la giusta osservazione di chi è comodamente spiaggiato sul divano. Stessa cosa per il viaggio: che senso ha spostarsi, faticare, spendere soldi, quando possiamo fare una bella settimana di ferie tutto organizzato, e possibilmente non troppo lontano da casa?

Nessuna critica. Ognuno ha le sue passioni, siamo tutti matti e strani l’uno per l’altro.

Quindi non starò qui a convincervi di niente. Ma il viaggio è la mia corsa. È energia, cambiamento. Leggerezza. Il viaggio mi trasforma. Solo lontano da casa stacco il cervello e le sue infinite macchinazioni contorte. Le persone con cui ho viaggiato negli anni me l’hanno fatto notare: divento un’altra persona quando mi trovo in un posto sconosciuto. E non importa che sia una spiaggia bianca caraibica, un lago a tremila metri, un paese nel nulla o una metropoli sporca e grigia.

Non mi sono fatta mai troppi problemi a prendere e partire. Ma non ho mai viaggiato per 80 giorni. Non sono mai partita con destinazione mondo, e nemmeno avrei mai pensato di farlo. Era uno dei tanti sogni che immaginavo di tenere lì, nascosto.

Eppure è successo, sta per succedere. È successo che abbiamo compiuto 30 anni e ci siamo visti con meno certezze rispetto a due anni fa. È successo che Giovanni è entusiasta quanto me, a tratti anche di più. Siamo entrambi pronti a lasciarci andare insieme, senza troppa fretta di tornare.

Il mondo in una volta – e questa è indubbiamente la nostra.

Giulia


Commenti

6 risposte a “Il viaggio per Giulia”

  1. Avatar Paola
    Paola

    Brava Giulia!!!!! Vola solo chi osa farlo! Un abbraccio!!!

    1. Avatar Giulia&Giovanni
      Giulia&Giovanni

      Grazie Paola, un grande abbraccio a te! Bello che ci segui.

  2. Avatar Simona
    Simona

    Tanta stima! Seguirò il vostro viaggio! Sarete d’ispirazione! Lo so! Lo sento! Un abbraccio a entrambi!

    1. Avatar Giulia&Giovanni
      Giulia&Giovanni

      Grazie mille Simona, un abbraccio a te.

  3. Grande Giulia!! È bello riconoscersi nelle parole di altre persone che provano le stesse tue emozioni. Il ritorno dopo 13 mesi con zaino in spalla è stato non facile, ma a trent’anni compiuti, credo che la scelta di lasciare tutto e partire è stata la più giusta che abbia potuto mai fare. In bocca al lupo per la tua avventura!!

    1. Avatar Giulia&Giovanni
      Giulia&Giovanni

      Giacomo! Che bello, grazie del pensiero e del supporto. Sono andata ora a guardarmi un po’ la tua avventura – sembra tutto meraviglioso. Immagino tornare non sia stato semplice, ma complimenti per il coraggio. E per il tuo blog, è molto bello.
      Se ti va, seguici un po’ durante il nostro viaggio.. Un abbraccio e in bocca al lupo per tutto!

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