giro del mondo Preparazione

Ecco perchè ho deciso di partire per un viaggio intorno al mondo

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2018-08-10

Ho sempre provato un certo senso di nausea a guardare tutti quei miei coetanei che negli ultimi dieci anni si sono concessi, tra le altre cose, viaggi in mete esotiche, interminabili soggiorni in capitali europee alla ricerca della fortuna dietro la spillatrice di un bar e, ovviamente, improbabili giri intorno al mondo. Viaggi alla ricerca dell’io che nella maggior parte dei casi non erano altro che lunghissime olimpiadi della birra.

Mi sono sempre chiesto come facessero. Non materialmente. I soldi o sono un problema o non lo sono. Non esiste una via di mezzo. È sempre stato così e lo è tutt’ora. Mi sono sempre chiesto come facessero a fregarsene di tutto e tutti. Come fai a perdere tutto quel tempo? Come fai a godertela mentre tutti si stanno facendo il mazzo per trovare un angolino libero nel delirio di questo mondo? Davvero tutti sognavano di spillare birra e servire panini in un pub? (sia ben chiaro, Dio salvi i baristi…e i paninari)

Tutti se lo sono immaginato così

Mentre passavo le giornate a studiare e le notti a lavorare (o forse il contrario, non ricordo – esattamente come una miriade di altra gente), questo pensiero mi tormentava e mi faceva sentire migliore. Mi dava la forza per continuare a sputare sangue, spinto solamente dalla certezza (che poi si sarebbe trasformata in speranza…vana) che tutti quegli sforzi sarebbero serviti a qualcosa. Che tutto sarebbe tornato indietro.

Passano gli anni e quelli là che proprio non capisco, sorridono sempre di più mentre la mia vita puzza sempre più di tiramisù preconfezionato. Ha la forma e l’aspetto di uno fatto in casa. Ma poi dai il primo morso e non è la stessa cosa. Non è come quello che hai mangiato quindici anni prima a casa di nonna Carla. In poche parole, è finto.

E allora cominci a pensare che forse fermarsi un attimo e smettere di diventare grandi ogni giorno che passa, fa bene. Fa bene alla vita. La prima volta che questo pensiero è rimbalzato nella mia testa ero in pizzeria, una di quelle che ha il tiramisù preconfezionato. Al tavolo con me c’era Giulia. Tra un morso di pizza e uno della sua, qualche birra e molte chiacchiere ci siamo detti:

“un giorno faremo il giro del mondo. Cosa ci vuole?”

Quella sera il tiramisù aveva lo stesso sapore di quello di nonna Carla.

Bello è bello

Poi ricomincia la settimana e tutte le tue energie le devi regalare al Dio lavoro, unico lasciapassare per far contento il suo superiore, il Dio denaro. Dove lo trovi il tempo per avere pensieri felici? Come fai a riservare energie a progetti che di certo, almeno nell’immediato, non ti faranno mangiare? La risposta è così semplice che tutti sono capaci di darsela: “lascia perdere”. E così abbiamo fatto, come fanno tutti. Abbiamo lasciato perdere.

13 Ottobre 2017 – Ci sono momenti che ti cambiano drasticamente la vita. Il nostro mondo è circondato da un muro. Questi momenti allargano i confini di questo muro e noi possiamo vedere solo fino a lì. Non sappiamo cosa ci sia oltre. Che cosa davvero quel momento avrà cambiato. Nella maggior parte dei casi, al di qua del muro ci sono solo le conseguenze negative. Quelle più facili da vedere. Quelle per cui possiamo lamentarci.

Quando mi hanno licenziato dal lavoro che posso tranquillamente definire “il tutto tornato indietro, al di qua del muro per me c’era un futuro incerto; c’era il rancore per l’ingiustizia subita; c’era quel pugno profondo allo stomaco sferrato dall’orgoglio che proprio non riuscivo a schivare; c’ero io che non avevo più le forze per rimettermi in gioco, di nuovo, un’altra volta; c’era un avvocato approfittatore che invece di aiutarmi mi ricattava, mi fregava dei soldi (e con essi dei sogni) e mi toglieva il sonno minacciandomi; c’erano gli sguardi fieri e vigliacchi di quelle persone che hanno messo il bastone tra le mie ruote per mettere le loro un metro più avanti; c’era lo sguardo deluso della mia famiglia e quello sorridente ma imbarazzato dei miei amici.

Questa è per pochi.

Poi sopra il muro, a cavalcioni, c’era Giulia. Era lì che mi aspettava. Aspettava che a stenti, stanco e arrabbiato, riuscissi a raggiungerla superando tutte quelle conseguenze negative. Un giorno sono arrivato al muro e al di là ho visto il nostro viaggio. Così, mano nella mano, abbiamo cominciato a organizzare il nostro giro del mondo in una volta.

Questo è il segreto. Cominciare. Perché ti serve pochissimo per accorgerti che non è poi così difficile e nemmeno così costoso, e che forse, esattamente come quelli là, avresti dovuto farlo prima. È più o meno così che ho deciso di fare questa follia. È una sorta di rivincita, il godimento del poterlo fare. Tutte le persone che conosco, dopo quasi un anno senza lavoro, qualche soldo da parte e 30 anni appena compiuti, sarebbero disperati. La maggior parte di loro ancora non ha capito perché invece di disperarmi per essere disoccupato, mi sono messo a organizzare un viaggio di 80 giorni spendendo i (pochi) risparmi di una vita. Altri forse pensano ancora che sia tutto uno scherzo.

Io invece non sono mai stato così felice in tutta la mia vita.

Giovanni

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8 Comments
  1. Rispondi

    Paola

    2018-08-11

    Wooooooooooow!!!

    • Rispondi

      Giulia&Giovanni

      2018-08-11

      Si, sembra incredibile anche a noi! Grazie per il commento!

  2. Rispondi

    Ste

    2018-08-13

    Semplicemente unici! ❤️

    • Rispondi

      Giulia&Giovanni

      2018-08-13

      Grazieeeeeeeee!!

  3. Rispondi

    Ale

    2018-08-14

    Sarà il più bel viaggio della vostra vita.. fino al prossimo almeno! Divertitevi!

    • Rispondi

      Giulia&Giovanni

      2018-08-14

      Siamo carichissimi!!

  4. Rispondi

    Noe

    2018-08-16

    Amici, non vedo l’ora di leggervi ancora e ancora. Le vostre parole mi hanno commossa.
    Buon viaggio, sempre 🙂

    • Rispondi

      Giulia&Giovanni

      2018-08-17

      Grazie mille Noe! Davvero. A noi commuove leggere tutti questi bei messaggi. Davvero. Un abbraccio 🙂

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Giulia&Giovanni
Milan, Italy

Ciao! Siamo Giulia & Giovanni. Entrambi trentenni, siamo cresciuti nella stessa piccola città, abbiamo frequentato la stessa scuola, e ci siamo ignorati per 28 anni. Oggi siamo una coppia pronta a partire per il giro del mondo. Un viaggio di 80 giorni (sì, proprio come il libro di Jules Verne, ma è una pura coincidenza) per vedere il mondo in una volta. Finalmente a settembre si parte e non vediamo l’ora di raccontarvi tutto, con le parole e con le immagini.

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