Due anni dopo, a parlare di cibo

18 novembre 2020

Due anni fa, oggi, ci trovavamo a New York. Probabilmente stavamo passeggiando a Central Park o tra le vie di Brooklyn; o eravamo sul tetto di un qualche grattacielo e ci sembrava di avere il mondo ai nostri piedi. O forse stavamo camminando per Manhattan, con il naso sempre all’insù e una tazza di caffè fumante tra le mani.
Due anni fa mancava poco all’ultimo volo: nel giro di qualche giorno si sarebbe chiuso il nostro cerchio intorno al mondo.
Due anni fa il Coronavirus e le mascherine erano fantascienza. Viaggiare era semplice, addirittura un po’ scontato, ed era bello pensare di avere tutto il mondo a portata di mano. 

5 settembre 2019

Nel 2019 il nostro viaggio era ancora vicino. Lo abbiamo raccontato infinite volte alla famiglia e agli amici (scusateci!), e così è rimasto vivo, ogni giorno tra noi. Il 5 settembre 2019, 365 giorni esatti dal nostro primo volo, ci siamo alzati increduli: “Davvero è già passato un anno?”
Siamo riusciti a fare un ultimo viaggio in Andalusia lo scorso Capodanno. Poi come tutti ci siamo fermati, abbiamo dovuto cancellare prenotazioni e voli (e non solo) e mettere lo zaino nell’armadio. 

5 settembre 2020

Il 5 settembre 2020 abbiamo ripensato al nostro giro del mondo. A quanto siamo stato stati fortunati a essere partiti in quel meraviglioso 2018. Ci siamo coccolati con i nostri ricordi, e abbiamo pensato di riprendere in mano il nostro blog. Avremmo potuto raccontarvi i viaggi che abbiamo fatto. Magari un giorno lo faremo. Per ora abbiamo deciso di fare una delle cose che ci viene meglio e che più ci piace fare: mangiare, mangiare e mangiare.

Da quando siamo tornati abbiamo disperatamente cercato un ramen buono come quello della stazione di Kyoto, o un Pad thai degno di quello di Thip Samai a Bangkok. Siamo entrati in svariati negozi etnici alla ricerca di quella delizia verdissima chiamata morning glory, onnipresente in sud-est Asiatico ma impossibile da trovare qui.

Il ramen che ci manca.

E poi abbiamo cominciato a esplorare nuove cucine, provare i piatti più strani e i sapori più forti, senza mollare davanti a salse piccanti e dolci che sembrano colla. Oggi siamo nel mezzo di un secondo lockdown e al ristorante non si può andare. Ma cercheremo di continuare il on-the-road culinario con delivery e take away vari, spostandoci il minimo indispensabile.

Inauguriamo così il nostro viaggio di pancia, tra i sapori del mondo. Certo, non è come viaggiare zaino in spalla, ma è pur sempre una bella avventura. E diciamolo, quando raccontiamo il giro del mondo, finiamo sempre – da buoni italiani – a parlare di cibo. 


Commenti

2 risposte a “Due anni dopo, a parlare di cibo”

  1. Avatar Mariagrazia
    Mariagrazia

    Siete meravigliosi!!!
    Io sempre pronta a scoprire nuovi sapori, anche rimanendo fedele ai nostri europei!!!
    Aspetto vostre notizie.

    1. Avatar Giulia&Giovanni
      Giulia&Giovanni

      Grazie mille, bello che ci segui anche in questa nuova avventura!

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